L’agricoltura del futuro parla indiano: se sino ad oggi il Paese ha ricoperto un ruolo relativamente marginale nella produzione di macchine agricole destinate al continente europeo, una svolta potrebbe accadere con l’arrivo di nuove forme di tecnologia a cui stanno lavorando diversi imprenditori indiani.

MAGGIORE QUALITÀ CON MINORI SPRECHI

Nel webinar organizzato da Fira Connect lo scorso 29 giugno e intitolato un po’provocatoriamente  “India, the new El Dorado for farming robots”, il focus dell’incontro è stato da subito chiaro: come la robotica e la tecnologia possano migliorare l’agricoltura rispettando l’ambiente e gli interessi dei coltivatori. Un obiettivo ambizioso di cui spesso si parla ma sul quale c’è ancora tanto da lavorare, specialmente in un Paese come l’India che vede svolte manualmente molte lavorazioni in condizioni di sicurezza precarie o nulle.

Come ha fatto presente Thekkepat Raman Kesavan, presidente del gruppo indiano TAFE, i robot che si vedranno in India nel medio-breve termine saranno principalmente “robot assistiti” e non totalmente autonomi. Questa sarà la base per un cospicuo export verso vari Paesi nel mondo al fine di garantire una riduzione degli sprechi di materiale e consumi, proteggendo la salute dell’ambiente e degli agricoltori per raggiungere l’obiettivo di un’agricoltura sostenibile.

CON NIQO ROBOTICS I TRATTAMENTI VENGONO EFFETTUATI SOLO DOVE SERVE

Uno dei temi salienti degli ultimi decenni è il controllo delle quantità di diserbi chimici utilizzati: in India lo scenario è preoccupante anche per quanto riguarda le modalità di lavorazione, in quanto spesso gli spray vengono diffusi nel campo attraverso soffiatori che cospargono le particelle del prodotto nell’ambiente a danno dei coltivatori presenti e del territorio.

La soluzione offerta da Niqo Robotics, precedentemente conosciuta come Tartan Aerial Sense Tech Private Limited, è Niqp Robospray, un robot-sprayer che grazie a dei sensori riesce a calcolare in tempo reale lo stato di salute di ogni pianta coltivata, rilasciando il trattamento solo dove necessario. Come ha illustrato Jaisimha Gururaj, Rao, fondatore e CEO di Niqo Robotics, questa soluzione, grazie agli ugelli che lavorano in maniera indipendente, permette un uso mirato del prodotto chimico, riducendo gli sprechi e l’impatto ambientale della lavorazione.     

GROBOMAC PORTA I ROBOT NELLE PIANTAGIONI DI COTONE

Come detto precedentemente, in India molti lavori sono ancora svolti manualmente, specialmente quando si tratta di realtà piccole poco meccanizzate. È questo il caso di molte piantagioni di cotone di dimensioni ridotte, dove non ci si può permettere un investimento corposo nelle grandi macchine da raccolta proposte da costruttori europei e americani. A queste realtà guarda Green Robot Machinery (GRoboMac) con il suo GRoboMac Cotton Harvester Machine, una piccola raccoglitrice in grado di svolgere il lavoro di circa 5 persone che, grazie ad un 3D target detector, individua i prodotti da raccogliere lavorando con la massima precisione.

GRoboMac, come ha sottolineato il suo CEO Manohar Sambandam,  non si occupa solo della raccolta ma di tutto il processo di crescita delle piante di cotone, motivo per il quale ha sviluppato Pragati MARC, acronimo di Multi Arm Robotic Carrier, un robot trasportatore multi-braccio in grado di assistere gli agricoltori in tutte le fasi di coltivazione del cotone, garantendo un prodotto controllato e di qualità

PROGETTO NAHEP, LA ROBOTICA AL SERVIZIO DELL’AGRICOLTURA ENTRA NELLE UNIVERSITÀ

A un orizzonte decisamente vasto guarda, dal canto suo,  il National Agricultural Higher Education Project (NAHEP), un progetto quinquennale (si chiude quest’anno) dell’Indian Council of Agricultural Research finanziato dalla Banca Mondiale che, attraverso le divisioni  AgriBOT, AgriDrone e AgriAGV, ha permesso lo  sviluppo a livello prototipale di  diversi tipi di robot e droni in grado di svolgere svariate attività in campo, dalla semina alla raccolta, per diverse tipologie di colture.

Ciò che è emerso dalle parole dei partecipanti al convegno è che l’agricoltura del futuro non si debba limitare ad uno sguardo intensivo delle lavorazioni, bensì debba operare in maniera precisa su ogni singola pianta per garantire un raccolto abbondante e soprattutto di qualità senza danneggiare l’ambiente. Questa è solo l’alba di una nuova era che si sta affacciando e le premesse sono buone per fornire agli agricoltori di tutto il mondo degli attrezzi intelligenti in grado di migliorare la qualità del raccolto e del territorio.

© Francesco Ponti

Fonti immagini: Niqo Robotics (compresa apertura), GRoboMac, Nahep, XMachines.Ai.