Con tariffe fino al 25% (e il rischio di un ulteriore 12,5%), il settore delle macchine e tecnologie agricole brasiliane affronta una nuova fase di incertezza nei rapporti commerciali con gli USA.
A seguito dell’indagine condotta ai sensi della Section 301, l’amministrazione statunitense guidata da Donald Trump ha formalizzato un dazio del 25% su un vasto paniere di merci importate dal Brasile. La misura rischia di generare un impatto economico complessivo stimato tra i 7 e gli 11 miliardi di dollari sulle esportazioni del Paese sudamericano.

Tra i settori maggiormente colpiti — insieme a etanolo, prodotti in legno e calzature — figura l’industria della meccanizzazione agricola. L’introduzione della tariffa doganale erode la competitività di prezzo dei macchinari brasiliani (trattori, mietitrebbie, sistemi di semina e irrigazione) rispetto ai concorrenti locali ed europei, comprimendo i margini di profitto e frenando gli investimenti in R&S in un momento di generale rallentamento economico globale.
IL PARADOSSO COMMERCIALE E LO SPETTRO DEL 37,5%
Diversi analisti economici evidenziano l’atipicità della misura: gli Stati Uniti registrano storicamente un surplus commerciale nei confronti del Brasile e, pur avendo escluso dai dazi prodotti primari come caffè, carne bovina e componenti aeronautiche, hanno colpito duramente i beni manifatturieri ad alto valore aggiunto.
La pressione sul comparto potrebbe peraltro intensificarsi a breve: un’ulteriore indagine statunitense legata al tema delle pratiche di lavoro rischia di aggiungere un ulteriore dazio del 12,5%, portando il prelievo totale al 37,5%.
LA REPLICA DI LULA: «NON PIANGEREMO, CERCHEREMO ALTRI MERCATI»
Il presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva ha minimizzato la portata dell’offensiva tariffaria di Washington, confermando che il Brasile rimarrà al tavolo delle trattative per dimostrare l’infondatezza delle misure, ma senza subire passivamente la decisione. «Non ci metteremo a piangere per ciò che non siamo riusciti a vendere loro, perché cercheremo altri acquirenti», ha dichiarato Lula, sottolineando che «non c’è crisi che impedisca al Brasile di continuare a crescere» e ribadendo la credibilità del Paese sui mercati internazionali.
Per sostenere il tessuto produttivo, il governo di Brasilia ha annunciato un piano di aiuti da 18,5 miliardi di reais (circa 3,2 miliardi di euro) destinato ai settori penalizzati dalle tariffe e dalle instabilità globali.
LE TRE DIRETTRICI STRATEGICHE PER I PRODUTTORI BRASILIANI
Per superare la barriera tariffaria e tutelare l’industria della meccanizzazione agricola, le strategie di Governo e associazioni industriali si concentrano ora su tre azioni prioritarie:
- Diversificazione dei partner commerciali: accelerazione delle vendite verso i Paesi del Mercosur, la Cina e i mercati emergenti in Asia e Africa;
- Rimodulazione delle filiere e degli investimenti: riconfigurando le catene di fornitura per ridurre la dipendenza dal canale noramericano;
- Negoziato diplomatico continuo con Washington per ottenere esenzioni sulle tecnologie agricole ad alto valore aggiunto.
Fonti: AgroLatam News e Demócrata.