Nuove produzioni in arrivo dall’Austria e intelligenza artificiale per lo stabilimento marchigiano. I sindacati accolgono positivamente il piano, ma chiedono il pieno coinvolgimento dei lavoratori sulla qualità e sull’organizzazione del lavoro.

Dopo oltre due anni e mezzo segnati dal ricorso agli ammortizzatori sociali e dalla flessione della domanda, si intravedono i primi segnali di ripartenza per lo stabilimento CNH Industrial di Jesi. Nel corso dell’ultimo incontro tra la direzione aziendale e i rappresentanti dei lavoratori, è emerso un piano di riorganizzazione per il comparto agricolo che prevede l’assegnazione alla fabbrica marchigiana di nuove produzioni, interventi di ammodernamento e l’introduzione di tecnologie d’avanguardia.  

Tuttavia, il quadro di mercato rimane complesso e imporrà la proroga delle tutele salariali anche per il prossimo anno.  

INVESTIMENTI PER 15 MILIONI DI EURO E LA NUOVA PRODUZIONE STEYR

CNH stabilimento di Jesi

Il perno del rilancio industriale è rappresentato dall’arrivo a Jesi della produzione di un nuovo modello Steyr (sigla di progetto APH), trasferito dallo stabilimento austriaco di St. Valentin. Per adeguare e modificare le linee di montaggio dello stabilimento marchigiano è previsto un investimento specifico di circa 15 milioni di euro.  

L’inserimento della nuova macchina — che si colloca nel segmento medio-alto — dovrebbe garantire nel 2027 un incremento produttivo stimato in circa 350 macchine, numero destinato a crescere negli anni successivi.

L’INCOGNITA DEL MERCATO E IL NODO DELLA SOLIDARIETÀ PER IL 2027

Nonostante il nuovo piano di investimenti, il contesto generale del settore agromeccanico continua a presentare criticità importanti. Come evidenziato nella nota congiunta diffusa dalle segreterie nazionali di Fim, Fiom, Uilm e AqcfR, la crisi attuale nasce da una combinazione di fattori: l’aumento dei costi di produzione, l’indebolimento della domanda globale e una contrazione delle vendite sui segmenti di potenza medio-bassa, core business del sito di Jesi. A questi si sommano il ridimensionamento degli incentivi statali all’acquisto in Italia e le politiche agricole europee.  

Di conseguenza, per il 2027 i volumi produttivi complessivi di Jesi sono previsti sostanzialmente stabili. L’azienda ha quindi confermato la necessità di ricorrere ancora al contratto di solidarietà. L’aspettativa delle parti è che l’introduzione dello Steyr APH consenta di invertire la tendenza negativa avviata dopo il picco di vendite del 2021, permettendo un progressivo recupero di quote di mercato.  

FABBRICA PILOTA PER L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE

CNH stabilimento di Jesi

Accanto all’innovazione di prodotto, la riorganizzazione prevede una svolta tecnologica sul fronte dei processi: Jesi è stata scelta da CNHI come fabbrica pilota per l’applicazione di metodologie basate sull’intelligenza artificiale, volte a monitorare ed elevare gli standard produttivi e di controllo qualità.  

Su questo aspetto si concentra l’attenzione del sindacato. Gianluca Ficco, segretario nazionale Uilm, e Vincenzo Gentilucci, coordinatore regionale Uilm Marche, hanno dichiarato:   «Accogliamo con soddisfazione gli investimenti in arrivo, ma pensiamo che solo un’azione congiunta verso l’eccellenza produttiva e qualitativa possa condurre la fabbrica di Jesi fuori dalla crisi. Esprimiamo la nostra disponibilità alla proroga della solidarietà a condizione che il sindacato e i lavoratori vengano coinvolti appieno sia nell’utilizzo in produzione della IA, sia nel perseguimento di standard qualitativi più alti, ponendo le basi per l’allocazione a Jesi di ulteriori modelli».  

LE RICHIESTE DEI SINDACATI: TUTELA DELL’OCCUPAZIONE E RAZIONALIZZAZIONE DELL’APPALTO

La necessità di un forte coinvolgimento dei lavoratori nell’organizzazione delle mansioni è ribadita anche dalla Fiom Cgil Marche. La segretaria regionale Sara Galassi e le RSA Fiom dello stabilimento sottolineano che: «Dopo due anni e mezzo di sacrifici per i lavoratori CNH, si intravede uno spiraglio. La qualità del prodotto sarà fondamentale in questa fase, ma la qualità si determina solo ponendo le persone nelle condizioni di lavorare bene e in modo dignitoso, attraverso il coinvolgimento delle rappresentanze sindacali nelle dinamiche di cambiamento e nell’organizzazione del lavoro».  

Tutte le sigle sindacali firmatarie della nota congiunta hanno rimarcato che al piano straordinario di investimenti dovrà corrispondere un percorso concreto volto a ridurre progressivamente il ricorso agli ammortizzatori sociali e a salvaguardare i livelli occupazionali. Tra le richieste avanzate alla direzione aziendale figura inoltre la verifica e la razionalizzazione dell’uso delle ditte esterne in appalto, al fine di ridurne l’impiego indiscriminato a favore delle maestranze interne dello stabilimento.

Fonti: comunicato stampa Fim Fiom Uilm AqcfR, Ufficio stampa Uilm.

Fonti immagini: New Holland Agriculture video