Cinque emendamenti all’articolo 7 del Disegno di Legge “Imprese” (AS 1484), presentati da Senatori di diverse forze politiche (Nocco e Fallucchi di Fratelli d’Italia), Durnwalder e Patton di Autonomie), Fregolent di Italia Viva, Bergesio e Bizzotto della Lega, e Giacobbe del Partito Democratico) , riaprono la questione circa il nodo dell’obbligo assicurativo RCA per i veicoli agricoli e operatrici che operano esclusivamente in aree private.

Si tratta – fa presente Uncai,  l’Unione Nazionale Contoterzisti Agromeccanici e Industriali, in una nota stampa – del risultato concreto di un percorso di confronto tra Parlamento e associazioni del settore. Gli emendamenti chiariscono che l’obbligo RCA non debba essere applicato alle macchine agricole e operatrici che operano o circolano esclusivamente in aree private — fondi aziendali, cantieri, piazzali, magazzini e simili — senza mai scendere in strada. Dal 2024, infatti, gli imprenditori agricoli e agromeccanici si trovano di fronte un paradosso: dover stipulare una polizza RCA anche per mezzi che non circolano su strada, talvolta fermi e non immatricolati, senza che il mercato assicurativo disponga di strumenti tecnici idonei per adempiere a tale obbligo.

CINQUE EMENDAMENTI TRASVERSALI FRUTTO DI DIALOGO TRA PARLAMENTO E MONDO AGRICOLO

Aproniano Tassinari, presidente di Uncai

Per Uncai questo traguardo è frutto di una collaborazione ampia e senza steccati: contoterzisti, costruttori, noleggiatori, rivenditori, organizzazioni agricole — Federacma, Federunacoma, Assodimi-Assonolo, CIA, Confagricoltura, Copagri, CAI Agromec — hanno lavorato insieme, vedendo tradotte in atti parlamentari richieste emerse dal campo e motivate da criteri di equità e sostenibilità gestionale.

«Non si tratta di cercare favori. I carrelli elevatori e i mezzi operanti in aree portuali e aeroportuali sono già esclusi dall’obbligo RCA, ed è giusto che tale deroga sia estesa anche al comparto agricolo e agromeccanico – ha dichiarato Aproniano Tassinari (nella foto sopra), presidente di Uncai –. Una macchina che lavora o si muove solo su spazi privati non può essere equiparata a un veicolo che marcia su strade pubbliche. Correggere questa incongruenza significa garantire giustizia normativa e condizioni più sostenibili per le imprese che investono in manutenzione, sicurezza e innovazione».

ORA SERVE IL PASSO CONCLUSIVO: L’APPROVAZIONE DEGLI EMENDAMENTI PER L’OTTENIMENTO DI UNA NORMA CHIARA E APPLICABILE

Uncai

Uncai sottolinea inoltre che la soluzione proposta non indebolisce le tutele: le imprese agricole e agromeccaniche restano soggette ad altri obblighi assicurativi e a pratiche gestionali che garantiscono lavoratori e terzi. La deroga, correttamente definita per le aree private, evita invece duplicazioni di oneri, riduce il rischio di irregolarità formali e valorizza la responsabilità aziendale di imprese già impegnate nell’efficienza e nella sostenibilità – economica, ambientale e sociale.

«Il sostegno trasversale già raccolto riveste un valore particolare: è la prova che il dialogo e il merito possono generare convergenza. Ora serve il passo conclusivo: l’approvazione degli emendamenti depositati per trasformare questo lavoro comune in una norma chiara e applicabile. Perché quando si costruisce passo dopo passo, con ascolto reciproco, non è più una richiesta da fare ma un risultato da raggiungere. Gli emendamenti già depositati non sono un punto d’arrivo, ma lo sprint finale in una gara che abbiamo preparato bene».

Come in una finale ai mondiali di atletica, dove dopo chilometri di fatica conta l’ultimo sforzo, questo è il momento del colpo di reni: l’ultima spinta che può consegnare al comparto la medaglia d’oro della chiarezza normativa. Uncai conclude la nota stampa affermando di restare a disposizione del Parlamento, delle altre associazioni e delle istituzioni per accompagnare l’iter con contributi tecnici e proposte concrete, nella convinzione che la chiarezza normativa sia parte integrante della sostenibilità delle imprese agricole e agromeccaniche.

Fonte: Uncai