Un cambio di passo atteso da tempo che trasforma le intenzioni programmatiche in strumenti operativi. L’Unione Nazionale Contoterzisti Agromeccanici (Uncai) ha accolto con entusiasmo la nuova strategia per la sicurezza sul lavoro presentata dal Ministro Francesco Lollobrigida, definendola un piano reale e pragmatico.
RISORSE RECORD PER IL RINNOVO DEL PARCO MACCHINE

Il cuore del provvedimento risiede nel potenziamento dei finanziamenti destinati all’acquisto di nuovi mezzi e tecnologie. Le cifre messe in campo segnano una netta discontinuità con il passato:
Bando ISI 2024: i fondi crescono da 90 a 248 milioni di euro.
Fondo Innovazione Ismea: stanziati 100 milioni aggiuntivi per il biennio 2026-2027.
Adeguamento dell’esistente: 10 milioni di euro dedicati specificamente alla messa in sicurezza dei trattori già in circolazione.
Uno dei punti più qualificanti del piano, secondo il presidente di Uncai Aproniano Tassinari, è l’introduzione di una fase di “sicurezza intermedia”. Con un contributo a fondo perduto che copre l’80% della spesa (fino a un massimo di 2.000 euro per mezzo), le aziende potranno installare dispositivi salvavita sui mezzi obsoleti.
Gli interventi riguarderanno l’installazione di strutture di protezione ROPS (telai antiribaltamento), avvisatori acustici, telecamere con sistemi di allerta e indicatori di pendenza. «Troppo spesso gli incidenti nascono dall’impossibilità economica di compiere un salto tecnologico immediato», ha spiegato Tassinari, sottolineando come queste misure a basso costo ma alta efficacia possano salvare vite umane su un parco macchine nazionale che conta oltre 1,2 milioni di mezzi datati.
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CRITICHE ALL’EUROPA: «BASTA IDEOLOGIA, SERVE PRAGMATISMO»
Uncai ha evidenziato inoltre come il nuovo piano ministeriale segni una rottura con l’approccio di alcune politiche comunitarie, giudicate troppo distanti dalle reali necessità delle campagne. Tassinari ha aspramente criticato i precedenti bandi PNRR che limitavano gli incentivi alle sole macchine elettriche, definite «soluzioni per nicchie» non adatte alle lavorazioni pesanti. Al contrario, la nuova strategia italiana viene premiata per l’assenza di “dirigismo economico”, offrendo a tutti la possibilità concreta di investire in sicurezza.
IL RUOLO DEI CONTOTERZISTI COME “ESPERTI DI PROCESSO”

Per l’associazione, la sicurezza non è solo un obbligo normativo ma una vera e propria condizionalità sociale. Le imprese agromeccaniche si pongono come l’anello forte della filiera, in grado di portare nei campi non solo macchine efficienti, ma una cultura del lavoro sicuro che le rende “esperte di processo”.
«Siamo i primi formatori sul campo», ha concluso Tassinari, ribadendo l’impegno delle associazioni territoriali nell’assistere gli operatori nell’accesso ai bandi e nell’uso corretto delle nuove tecnologie per ridurre drasticamente i rischi sul lavoro.
Fonte: Uncai
Fonte immagini: Adoìbe Express con IA.