Continua a imperversare la crisi delle macchine agricole in Russia: dopo un 2025 nero contrassegnato da un importante calo nelle vendite, il 2026 sembra destinato ad accentuare la crisi del mercato.
Non sono state sufficienti le manovre del governo per incentivare i costruttori nazionali e adesso la vera sfida è cercare di resistere senza far ricadere le conseguenze sugli operai nelle fabbriche.
CONTINUA LA CADUTA LIBERA DEL MERCATO DOPO UN 2025 PARTICOLARMENTE COMPLICATO

È un clima da profondo rosso quello che sta vivendo il mercato russo delle macchine agricole: il 2026 è partito all’insegna della crisi, proseguendo la tendenza che ha contrassegnato tutto il 2025.
Riavvolgiamo dunque il nastro a dodici mesi fa per analizzare le cause e gli sviluppi di questa situazione: esattamente dodici mesi fa, nell’aprile 2025, vi avevamo parlato di un calo previsto del 10-15 percento nelle vendite di macchine e attrezzature agricole. La stima portava la firma di Anton Vinogradov, direttore presso Technologies of Trust del sistema per la fornitura di servizi alle aziende nel settore del complesso agroindustriale, ed era figlia dei risultati negativi conseguiti nel primo trimestre dell’anno.
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2025: UN ANNO DA DIMENTICARE A CAUSA DI UNA CONGIUNZIONE NEGATIVA DI FATTORI

Dopo il calo delle vendite subito già nel 2024, il 2025 si era aperto con un -31,5 percento a gennaio rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, portando l’Associazione Rosspetsmash a stimare un calo delle vendite di macchinari agricoli russi sul mercato interno a circa il 38 percento in termini monetari rispetto a gennaio-febbraio 2024.

Le cause di tale flessione erano state individuate nell’aumento dei costi di produzione, nella scarsa redditività delle imprese agricole, nei tassi proibitivi della Banca Centrale e nella scarsità di misure di sostegno governative per agricoltori e costruttori. Una particolare congiunzione negativa che aveva messo in seria difficoltà le aziende russe, nonostante un mercato nazionale praticamente libero dall’importazione di prodotti esteri – fatta eccezione per quelli bielorussi e cinesi.
IL 2026 SI APRE CON RISULTATI PEGGIORI RISPETTO A QUELLI DELLO SCORSO ANNO

Torniamo dunque ai giorni nostri: a fornire un’analisi precisa della situazione attuale è stato Konstantin Babkin, comproprietario di Rostselmash, in occasione di un’intervista rilasciata a Business Online. L’imprenditore ha riconosciuto che lo scenario è difficile da analizzare e si augura che si sia già raggiunto il fondo, in modo da poter cominciare a risalire la china. Ciononostante, fino a che i numeri non cominceranno a tornare in positivo, sarà difficile stabilire con precisione quando comincerà il cambio di tendenza.

Nel frattempo le cifre continuano a essere negative: in un periodo dove le imprese agricole dovrebbero effettuare gli acquisti di trattori, attrezzature e macchine da raccolta, il mercato mostra una preoccupante staticità, con numeri peggiori rispetto allo scorso anno.
UNA CRISI CHE PREOCCUPA I DIPENDENTI DELLE AZIENDE

In qualità di comproprietario di Rostelmash, Konstantin Babkin ha fornito una valutazione molto precisa sulla condizione industriale in Russia: «Se quest’anno produrremo 2.000 unità sarà un buon risultato, anche se si tratta di un valore tre volte inferiore rispetto alle cifre di qualche tempo fa. Attualmente, nello stabilimento sono presenti 1.960 trattori e mietitrebbie, che rappresentano una parte consistente del carico di lavoro annuale».
La situazione di grave crisi comporta conseguenze a cascata sui dipendenti, anche se Babkin ha assicurato che si sta facendo il possibile per non licenziare personale e preservare così le competenze. L’imprenditore ha dunque tirato in ballo il governo nella speranza di interventi mirati che risollevino la situazione, così da scongiurare una significativa riduzione della forza lavoro.
GLI AIUTI DEL GOVERNO HANNO ALLEVIATO LA SITUAZIONE MA NON SONO SUFFICIENTI

Al tempo stesso Babkin ha riconosciuto l’impegno del governo russo nel tutelare il tessuto industriale nazionale per mezzo di una manovra che ha ridotto i costi delle aziende, permettendo loro di essere competitive nel confronto con la concorrenza cinese.

L’imprenditore ha parlato anche del fondo per lo sviluppo industriale, una misura che oggi è meno incisiva ma che l’anno scorso ha permesso lo stanziamento di 300 milioni di rubli – pari a circa 3,28 milioni di euro al tasso di cambio attuale – per l’intero settore delle macchine agricole. Questo fondo è stato fondamentale negli anni Dieci per la costruzione di tre stabilimenti, ma adesso l’azienda deve restituire 5 miliardi di rubli, ovvero poco meno di 55 milioni di euro.
CINA, IL GRANDE AVVERSARIO DI DOMANI

A proposito della concorrenza cinese, Babkin ha spiegato come la presenza di macchine agricole provenienti dal Paese vicino sia ancora limitata a causa di una rete vendita ancora poco sviluppata, di uno scarso livello di assistenza e della lentezza nella fornitura di pezzi di ricambio. Il comproprietario di Rostelmash ha però riconosciuto che proprio i costruttori cinesi saranno i principali avversari di domani grazie a una politica estremamente aggressiva fondata su prezzi concorrenziali, rischiando di fatto di bissare quanto già avvenuto nel settore automobilistico.
UN MERCATO CHIUSO CHE APRE LE PORTE SOLO A BIELORUSSIA E CINA

È bene ricordare che, a seguito dell’attacco all’Ucraina, la maggioranza dei costruttori occidentali si è ritirata dal mercato russo, lasciando un’ampia fetta di mercato alle aziende nazionali e a quelle provenienti da Bielorussia e Cina. Come aveva spiegato un anno fa Rosagroleasing, la più grande società statale di leasing agroindustriale in Russia, a Forbes: «Se prima, in media, metà delle attrezzature veniva acquistata in Russia e metà all’estero, ora una parte delle forniture è stata sostituita da produttori nazionali, con i costruttori bielorussi che hanno contribuito a soddisfare la domanda».
Oggi solo una piccola percentuale di macchine agricole è composta da prodotti importati, una situazione figlia anche dell’aumento dei prezzi dei prodotti esteri, eccezion fatta per quelli di provenienza bielorussa.
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Fonte immagini: Belarus, Kirovets, Rostelmash, Zoomlion.