Con il via libera definitivo al Decreto Milleproroghe, viene ufficializzato l’ennesimo slittamento dei termini per la revisione obbligatoria delle macchine agricole. Nonostante siano trascorsi dieci anni dal Decreto interministeriale del 2015, la misura resta inoperativa per la persistente mancanza del Decreto attuativo indispensabile
IL CALENDARIO UFFICIALE DELLE NUOVE SCADENZE
La prima scadenza è fissata al 31 dicembre 2026 per le macchine immatricolate entro il 31 dicembre 1983 mentre per quelle immatricolate dal 1° gennaio 1984 al 31 dicembre 1996 il termine slitta al 31 dicembre 2027. Seguono poi ulteriori finestre temporali per le classi di mezzi più recenti.
Un copione che, come anticipato, si ripete dal 2015, anno in cui il Decreto interministeriale del 20 maggio aveva fissato un calendario preciso per avviare la revisione periodica dei mezzi agricoli, con l’obiettivo di rinnovare il parco macchine e aumentare la sicurezza nelle campagne. Da allora, però, il provvedimento è rimasto lettera morta per l’assenza del Decreto attuativo, mentre le scadenze sono state più volte rinviate attraverso i successivi Milleproroghe.
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FEDERACMA: IL DRAMMATICO BILANCIO DELLA SICUREZZA NEI CAMPI
«Se il cronoprogramma originario fosse stato rispettato, oggi le macchine agricole più datate circolanti in Italia sarebbero già state sottoposte a controllo tecnico – denuncia Federacma, la Federazione Confcommercio delle associazioni nazionali del commercio e dei servizi per le macchine agricole, operatrici e da giardinaggio –. La realtà è diversa: il sistema non è mai partito e, nel frattempo, in agricoltura si registrano in media circa 120 decessi l’anno, molti dei quali legati anche a carenze o usura dei dispositivi di sicurezza sui mezzi.
Oltre un milione di mezzi è sprovvisto di rollbar, l’arco di protezione in caso di ribaltamento, o di cinture di sicurezza. Laddove nei Paesi dell’Unione europea la revisione è stata attuata in modo strutturato, il numero delle vittime si è drasticamente ridotto, scendendo a poche unità riconducibili a eventi realmente imprevedibili. Un dato che dimostra come controlli periodici ed effettivi sui mezzi non siano un adempimento burocratico, ma uno strumento concreto di prevenzione e tutela della vita degli operatori agricoli».
L’ALLARME DEL PRESIDENTE ANDREA BORIO: «MANCA L’INFRASTRUTTURA NORMATIVA E ORGANIZZATIVA»

«La proroga può essere comprensibile sul piano tecnico, visto che il sistema non è mai stato avviato – ha dichiarato Andrea Borio (nella foto sopra), presidente di Federacma – ma continuare a spostare le date senza emanare il Decreto attuativo significa cambiare il calendario senza cambiare la realtà. Il problema non è il 2026 o il 2027: il problema è che manca ancora l’infrastruttura normativa e organizzativa per partire. Non sono definiti i soggetti abilitati ai controlli, le procedure tecniche e i requisiti necessari per la messa a norma. È una situazione paradossale che si trascina da un decennio».
Il Decreto attuativo dovrebbe stabilire modalità operative, criteri di controllo, soggetti abilitati, percorsi di formazione e standard tecnici, consentendo alla Motorizzazione, all’Inail e agli operatori del settore di organizzarsi per tempo. Si tratta di un processo che richiede anni tra formazione dei tecnici, adeguamento delle officine e predisposizione delle aree per le prove.
SERVIRANNO ALMENO 2-3 ANNI PER FORMARE IL PERSONALE E ATTREZZARE LE CIRCA 400-500 OFFICINE NECESSARIE UNA VOLTA CHE IL SISTEMA SARÀ OPERATIVO
«Serviranno almeno due o tre anni per completare la formazione del personale, adattare le strutture e rendere operative le officine che vorranno offrire il servizio – ha proseguito Borio –. Parliamo di almeno 400-500 centri che dovranno essere messi nelle condizioni di lavorare secondo standard chiari e uniformi».
Federacma ricorda di aver già formato circa 300 operatori, dimostrando la disponibilità del comparto a collaborare con le istituzioni per avviare il sistema.
L’APPELLO ALLE ISTITUZIONI: PASSARE DAI RINVII AI FATTI
«Noi siamo pronti a fare la nostra parte – ha concluso Borio – ma serve una regia chiara da parte del ministero competente. Non possiamo continuare ad affidare la sicurezza degli agricoltori a proroghe infinite. È il momento di passare dai rinvii ai fatti, con un piano realistico e attuabile che dia finalmente concretezza a una riforma attesa da dieci anni e che rappresenta un atto di civiltà per il nostro Paese».
Fonte: Federacma
Immagine di apertura realizzata con l’IA.