Regione Lombardia riapre il sostegno alle imprese agromeccaniche con un nuovo bando da 1,2 milioni di euro per finanziare tecnologie in grado di ridurre le emissioni e migliorare la gestione degli effluenti zootecnici. Un intervento atteso dal settore, già annunciato in primavera e ora reso possibile dalla copertura finanziaria individuata negli ultimi mesi.
UN DECENNIO DI CONTINUITÀ POLITICA
Il provvedimento conferma una linea di continuità inaugurata dieci anni fa con la creazione dell’Albo regionale degli agromeccanici. Era il 18 febbraio 2015 quando, all’assemblea di Apima Cremona, l’allora assessore Gianni Fava presentò lo strumento che avrebbe permesso alla Lombardia di riconoscere e definire con precisione il ruolo degli agromeccanici, rendendo possibile l’attivazione di misure dedicate. Da allora, l’Albo è diventato il perno di una politica regionale stabile e progressiva.
IL BANDO APRIRÀ IL 2 DICEMBRE E PREVEDE CONTRIBUTI A FONDO PERDUTO FINO AL 40%, CON UN MASSIMALE DI 300.000 EURO PER IMPRESA

Con il nuovo intervento, che si aggiunge a quelli del 2021 e 2023, salgono a tre i bandi del settore agricoltura attraverso i quali, negli ultimi anni, le imprese iscritte all’Albo hanno potuto accedere a risorse mirate.
Il nuovo bando aprirà il 2 dicembre e prevede contributi a fondo perduto fino al 40%, con un massimale di 300.000 euro per impresa. Le risorse finanzieranno l’acquisto di: attrezzature per la distribuzione intelligente degli effluenti, sistemi di analisi dei nutrienti, software per la localizzazione dei trattamenti, Impianti per la gestione del digestato.
LA SODDISFAZIONE DELLE ASSOCIAZIONI DI CATEGORIA
«Regione Lombardia conferma una visione coerente e lungimirante – ha commentato Fabrizio Canesi, direttore dei Contoterzisti lombardi Uncai-Flima –. L’Albo, costruito insieme dieci anni fa, continua a produrre risultati concreti e consente alle imprese di programmare investimenti che rafforzano competitività e sostenibilità».
Un giudizio condiviso dal presidente Flima, Clevio Demicheli: «Le tecnologie finanziate permettono un uso più razionale dei nutrienti, una gestione evoluta degli effluenti e una riduzione delle emissioni. La Regione ha mantenuto l’impegno e dimostrato continuità verso una categoria ormai riconosciuta come strategica per l’efficienza del sistema agricolo».
Dal fronte nazionale, il presidente UNCAI, Aproniano Tassinari, guarda oltre il singolo bando e sottolinea il valore del modello lombardo: «Quando una Regione definisce con precisione chi sono le imprese agromeccaniche tramite un Albo, riesce anche a costruire misure realmente efficaci. Oggi la frequenza degli interventi dedicati è mediamente biennale, ma per sfruttare appieno le grandi economie di scala ambientali generate dagli agromeccanici chiediamo che i bandi diventino annuali. E che la Lombardia si faccia promotrice di questo approccio anche presso le altre Regioni».
Secondo Uncai e Flima, continuità degli strumenti, riconoscimento della categoria e programmazione stabile restano i tre fattori decisivi per accompagnare l’agricoltura lombarda verso una transizione che unisca innovazione, riduzione delle emissioni e sostenibilità economica delle imprese.
Fonte: Uncai