Secondo i dati diffusi da Rosstat, tiene il comparto delle seminatrici (-1%), mentre a giugno si intravedono i primi timidi segnali di ripresa mensile.
Nei primi sei mesi del 2026 il settore della produzione di macchine agricole in Russia ha registrato una marcata contrazione, guidata da un drastico calo nel comparto dei trattori. A scattare la fotografia dell’andamento industriale è il Servizio Statistico Federale Russo (Rosstat), le cui ultime rilevazioni evidenziano una flessione a doppia cifra per i mezzi traenti, a fronte di una sostanziale tenuta delle attrezzature per la semina.
TRATTORI: PRODUZIONE IN PICCHIATA, MA GIUGNO REGALA UNA BOCCATA D’OSSIGENO

Nel periodo compreso tra gennaio e giugno 2026, i costruttori russi hanno assemblato un totale di 2.443 trattori agricoli, segnando un pesante -35,3% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Nonostante il consuntivo semestrale fortemente negativo, l’ultimo mese del periodo mostra un’inversione di tendenza congiunturale: a giugno 2026 sono stati infatti prodotti 439 trattori, registrando un incremento del 7,1% su base annua e un balzo del 19,6% rispetto al mese di maggio.
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TENUTA PER LE SEMINATRICI, TRA PICCHI MENSILI E VOLATILITÀ
Decisamente più contenuto appare il calo nel segmento delle macchine seminatrici. Nel primo semestre del 2026 le aziende del Paese ne hanno fabbricate 4.114 unità, con una flessione marginale dell’1% rispetto al primo semestre 2025.
Anche per le seminatrici il mese di giugno ha mostrato una forte dinamicità su base annua, con 264 unità prodotte (+28,8% su giugno 2025), sebbene il dato risulti in forte contrazione (-66,2%) se confrontato con il picco di attività registrato a maggio, legato alla stagionalità delle lavorazioni nei campi.
LE CAUSE DELLA CRISI: COSTI IN AUMENTO E REDDITIVITÀ CONTRATTA
La flessione volumi prodotta dall’industria di settore riflette le diffuse difficoltà che stanno attraversando gli agricoltori e i produttori russi. Tra i fattori chiave identificati dagli analisti figurano la riduzione dei contributi statali e dei sussidi dedicati alla meccanizzazione agricola, il rialzo dei costi di produzione delle componenti industriali e la bassa redditività del settore primario, condizionata dall’andamento dei prezzi dei cereali sui mercati.
Fonte: Rosstat
Fonte immagini: Kirovets e MTZ.