Un terzo trimestre in accelerazione (+13%) spinge le vendite del gruppo francese, sostenute dalla tenuta dei mercati europei e dal forte rimbalzo in Nord America. Siglata un’alleanza strategica globale con Hyundai Develon.
Manitou Group ha approvato i risultati finanziari relativi al terzo trimestre e ai primi nove mesi del 2026, confermando un solido trend di sviluppo commerciale. Nel periodo cumulato da gennaio a settembre 2026, il fatturato consolidato ha raggiunto i 2.069 milioni di euro, registrando una progressione del 12,3% (+13,0% su base comparabile) rispetto ai 1.842 milioni di euro registrati nello stesso periodo del 2025.

La crescita ha trovato ulteriore slancio nel corso del terzo trimestre (Q3 2026), che si è chiuso con ricavi pari a 642 milioni di euro, in aumento del 13,0% (+12,0% a perimetro e tassi di cambio costanti) rispetto ai 568 milioni di euro del Q3 2025.
ACQUISIZIONE ORDINI A QUOTA 1.693 MILIONI DI EURO

L’acquisizione di ordini per le macchine nei nove mesi ha toccato i 1.693 milioni di euro, con un incremento del 16,4% rispetto all’anno precedente. A guidare il dato è stata proprio la performance del terzo trimestre, nel quale la raccolta ordini ha raggiunto i 512 milioni di euro (+19,3%). Al 30 settembre 2026, il portafoglio ordini complessivo si attesta a 1.051 milioni di euro (in aumento del 4,1% rispetto ai 1.009 milioni di settembre 2025), garantendo un’adeguata visibilità operativa per la fase conclusiva dell’anno.
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ANALISI GEOGRAFICA: L’EUROPA FA DA TRAINO, FORTE ACCELERAZIONE NEGLI STATI UNITI

L’andamento dei ricavi rispecchia la riorganizzazione operativa del gruppo articolata in tre aree geografiche principali:
- Europa: la regione si riconferma il principale motore della crescita aziendale, arrivando a generare nei primi nove mesi un fatturato di 1.709 milioni di euro (+15,6% rispetto al 2025). Nel solo terzo trimestre le vendite europee si sono attestate a 512 milioni di euro (+13,3%), sospinte dall’elevata dinamicità dei volumi di consegna sull’intera gamma di sollevatori telescopici.
- Nord America: dopo un primo semestre condizionato da vincoli operativi, barriere tariffarie ed effetti di cambio sfavorevoli, il mercato nordamericano ha registrato un netto recupero nel Q3 con ricavi per 140 milioni di euro (+43,8% vs Q3 2025). Il significativo rimbalzo porta il consuntivo dei nove mesi a 380 milioni di euro (+5,8%).
- LAPAM (America Latina, Asia-Pacifico, Africa e Medio Oriente): L’area ha registrato nei nove mesi un fatturato di 243 milioni di euro (-6,7% su base annua). Pur rimanendo condizionata dalla forte concorrenza asiatica e dalle tensioni geopolitiche in Medio Oriente, le vendite hanno mostrato segnali di stabilizzazione nel terzo trimestre, chiudendosi a 88 milioni di euro (-2,7%).
PARTNERSHIP STRATEGICA CON HYUNDAI DEVELON E PIANO LIFT 2030

e Jaeyoung Moon, President & CEO HD Construction Equipment
A fianco dei dati finanziari, il gruppo ha evidenziato importanti tappe sul fronte industriale e della sostenibilità. Nel mese di settembre 2026 Manitou ha siglato un’alleanza strategica globale di distribuzione incrociata (cross-distribution) con il gruppo coreano Hyundai Develon Construction Equipment per quanto riguarda le gamme di macchine compatte da costruzione.
Contestualmente, nel corso della quinta edizione dell’evento On the way up, l’azienda ha presentato i risultati intermedi relativi agli impegni di responsabilità sociale d’impresa al 2030, pilastri fondamentali integrati al centro del piano strategico LIFT 2030.
CONFERMATI I TARGET FINANZIARI PER L’INTERO ESERCIZIO 2026

In scia ai risultati conseguiti e in presenza di un portafoglio ordini consistente, il Consiglio di amministrazione presieduto da Marcel-Claude Braud e guidato dall’amministratore delegato Sylvain Blaise ha ribadito gli obiettivi per il 2026.
Il gruppo conferma un’aspettativa di incremento del fatturato annuale compreso tra il +6,5% e il +8,0% rispetto al 2025, accompagnato da un margine operativo corrente (recurring operating profit margin) stimato tra il 5,3% e il 5,6%. La società sottolinea che tali stime incorporano la gestione proattiva delle pressioni sui costi delle materie prime, pur rimanendo condizionate da un quadro macroeconomico e geopolitico globale suscettibile di incertezze.
Fonte: Manitou Group