Si è svolto lo scorso 2 dicembre a Villa Madama, a Roma, il primo Forum imprenditoriale Italia – Mongolia, organizzato dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, con la collaborazione di ITA – Italian Trade Agency, CDP Cassa Depositi e Prestiti e SACE, nell’ambito del Piano d’Azione per l’Export.
OBIETTIVO: APPROFONDIRE LE OPPORTUNITÀ DI COOPERAZIONE TRA I DUE PAESI IN SETTORI CHIAVE, COMPRESA L’AGROMECCANICA

L’incontro ha riunito istituzioni, imprese, investitori e associazioni di categoria con l’obiettivo di approfondire le opportunità di cooperazione tra i due Paesi con particolare riguardo a logistica, energia, infrastrutture, industrie estrattive, manifatturiere e agricole, transizione energetica e turismo. Hanno partecipato, tra gli altri, il presidente dell’Italian Trade Agency, Matteo Zoppas, il segretario generale della Camera di Commercio Nazionale della Mongolia, Bulgan Saruul, il responsabile degli Affari Internazionali di Cassa Depositi e Prestiti, Laurent Franciosi, e l’amministratore delegato di SACE, Michele Pignotti (TBC).

Presenti per FederUnacoma il vice direttore generale Fabio Ricci (a sinistra nella foto sopra) – che ha presentato il comparto italiano delle macchine agricole e parlato del mercato agromeccanico in Mongolia – e Santa Lamorgese del Servizio Internazionalizzazione.
DALLE MATERIE PRIME AL GREEN: LE NUOVE FRONTIERE DEL MADE IN ITALY IN MONGOLIA

La Mongolia, tradizionalmente nota per un’economia basata sul settore primario, dopo anni di crescita agganciata al ciclo delle materie prime ha messo in cantiere una strategia che unisce finanza pubblica “di scopo”, infrastruttura digitale e transizione energetica. Agricoltura, pastorizia, estrazione mineraria (in particolare rame, carbone, molibdeno, stagno, tungsteno e oro), si affiancano pertanto oggi a un percorso di sviluppo infrastrutturale e tecnologico.
Per l’Italia, le aree di cooperazione economica con il Paese vanno al di là dei settori più tradizionali quali il tessile e l’abbigliamento, nei quali l’Italia rappresenta il primo mercato di destinazione nell’Unione Europea per le materie prime (lana e cachemire) ed un partner tecnologico primario per la trasformazione in prodotti finiti di lusso (filati, tessuti, abbigliamento).
Opportunità si prospettano infatti nell’ambito della transizione verde, dell’industria di trasformazione alimentare, dello sviluppo delle infrastrutture digitali, oltre che dell’ammodernamento della rete ferroviaria e stradale. Il Paese punta ad arrivare a produrre il 30% del proprio fabbisogno energetico da fonti rinnovabili entro il 2030, con un potenziale stimato fino a 2600 GW di eolico e solare, e alla costruzione di data center alimentati da rinnovabili, offrendo quindi opportunità di crescita nel settore.
EXPORT ITALIANO IN CRESCITA DEL 9,5 PER CENTO NEI PRIMI OTTO MESI DEL 2025

L’interscambio commerciale tra Italia e Mongolia, pur al momento limitato e poco diversificato (139 milioni di euro nel 2024) ha manifestato negli ultimi mesi un interessante dinamismo. Secondo le ultime stime disponibili, nei primi otto mesi del 2025 le esportazioni italiane sono cresciute infatti del 9,5%, raggiungendo 54 milioni di euro, mentre le importazioni dalla Mongolia si sono ridotte del 29,7%, fermandosi a 28 milioni di euro. L’interscambio per questo periodo dell’anno si è attestato quindi a 82 milioni di euro (-8,2%). Le principali voci del nostro export in Mongolia sono macchinari (21%), articoli di abbigliamento (10%) e pitture, vernici e smalti, inchiostri da stampa e adesivi sintetici (7%).
L’Italia è il 9° fornitore e il 3° cliente della Mongolia, con una quota di mercato del nostro export pari al 1,2%, inferiore a quella tedesca (3,1%), ma superiore a quella di Francia (0,9%), e Spagna (0,2%). Nel 2024, lo stock di IDE italiani in Mongolia ammontava a 13 milioni di euro, mentre non risultano IDE mongoli in Italia.
TAJANI E BATMUNKH: TRASFORMARE LE MATERIE PRIME IN UN MARCHIO GLOBALE

A chiudere il lavori del Forum sono stati il ministro degli Esteri e della Cooperazione Internazionale, Antonio Tajani, e il ministro degli Affari Esteri di Mongolia, Battsetseg Batmunkh (nella foto sopra), riassumendo i temi principali alla base del dialogo e degli accordi raggiunti.
«La Mongolia dispone di materie prime di altissima qualità mentre l’Italia ha esperienza nella lavorazione e nelle tecnologie – ha fatto presente Battsetseg Batmunkh –. Collaborando possiamo trasformare la materia prima in un marchio di eccellenza a livello globale. Ci impegniamo a tradurre in azioni concrete gli accordi di oggi e a creare condizioni stabili per favorire gli imprenditori italiani».
«Siamo pronti a esportare ancora di più non soltanto i nostri beni ma anche il nostro saper fare e a investire in paesi come la Mongolia, dove c’è la certezza del diritto– ha dichiarato il ministro Tajani –. Ritengo che si possa fare di più anche pensando a joint venture tra imprese italiane e mongole. C’è un terreno fertile, per cui può costruire insieme una politica industriale per il benessere dei nostri cittadini». Anche Tajani, ricordando la qualità delle materie prime mongole, ha ribadito la possibilità di legarle alla capacità tecnologica e all’esperienza della produzione italiana, così da «unire due qualità facendo dei prodotti straordinari».
SIGLATE OLTRE 10 INTESE STRATEGICHE, INCLUSA UNA DI ICE PER LA PROMOZIONE DEL MADE IN ITALY
Nel corso del Forum sono state siglate oltre 10 intese strategiche volte a rilanciare un partenariato strategico tra Italia e Mongolia. «Durante questo Forum anche ICE ha siglato un accordo per agevolare l’espansione e lo sviluppo e la promozione del Made in Italy – ha detto Zoppas a margine dell’evento –. Quello che interessa è la potenzialità futura, perché il governo e le autorità mongole prevedono degli investimenti importanti da qui ai prossimi dieci anni. Ed è un’occasione che tutto il sistema paese deve prendere, schierandosi al fianco degli imprenditori come infrastruttura per poter agevolare questo tipo di operazioni».
Fonti: Agenzia ICE, FederUnacoma, Italpress, Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.