Firmato il decreto attuativo per il contributo sui carburanti acquistati tra marzo e maggio 2026. Il beneficio può raggiungere il 20% della spesa e un massimo di 50.000 euro per impresa: ecco la guida completa per preparare la documentazione e presentare domanda ad Agea.
Il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste (MASAF), di concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF), ha firmato il decreto attuativo che rende operativa la misura prevista dal Decreto Fiscale per contrastare l’aumento dei costi energetici e dei carburanti.
La misura mette a disposizione un plafond complessivo di 90 milioni di euro sotto forma di credito d’imposta, pensato per compensare parzialmente i maggiori oneri sostenuti dalle aziende agricole per gli acquisti di carburante effettuati tra il 1° marzo e il 31 maggio 2026.
QUALI ACQUISTI RIENTRANO NELL’AGEVOLAZIONE?

Per poter accedere al beneficio, il carburante acquistato deve essere stato impiegato per mezzi e macchinari utilizzati direttamente nell’esercizio dell’attività agricola; per il riscaldamento delle serre destinate alla coltivazione di prodotti orticoli.
Requisiti fiscali delle spese
Tutti gli importi devono essere considerati al netto dell’IVA e rigorosamente documentati tramite le relative fatture d’acquisto. Non saranno ritenute ammissibili stime dei consumi o ricostruzioni contabili non supportate da una documentazione fiscale completa e tracciabile.
A QUANTO AMMONTA L’IMPORTO RICONOSCIUTO?
Il credito d’imposta può coprire fino al 20% della spesa ammissibile, fino a un limite massimo di 50.000 euro per singola impresa.
È fondamentale precisare che l’aliquota del 20% rappresenta il valore massimo teorico e non una percentuale garantita a monte. Se il totale delle agevolazioni richieste supererà la dotazione finanziaria di 90 milioni di euro, l’Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura (Agea) applicherà una riduzione proporzionale a tutte le domande ammesse.
L’importo definitivo spettante a ciascuna azienda sarà ufficializzato solo dopo la chiusura della finestra temporale, la verifica delle istanze e il ricalcolo del fabbisogno complessivo.
Nota per le aziende: Trattandosi di un beneficio a consuntivo e calcolato in misura proporzionale, il credito d’imposta costituisce un recupero potenziale. Si consiglia pertanto la massima prudenza nel non inserirlo tra le entrate certe nei bilanci e nei flussi di cassa aziendali prima di aver ricevuto la comunicazione formale del contributo effettivamente spettante.
COME E QUANDO PRESENTARE LA DOMANDA
La gestione amministrativa e tecnica della misura è affidata ad Agea. La richiesta dovrà essere inviata esclusivamente in via telematica tramite la piattaforma dedicata, seguendo le istruzioni operative che saranno emanate dall’Agenzia.
Apertura dei termini: La finestra per la presentazione delle istanze si aprirà entro il 30 settembre 2026 e rimarrà attiva per un periodo non inferiore a 20 giorni.
Nessun “Click Day”: L’assegnazione delle risorse non segue l’ordine cronologico d’arrivo delle domande. Eventuali tagli proporzionali verranno applicati uniformemente su tutte le richieste idonee.
Si raccomanda comunque di non attendere gli ultimi giorni per la trasmissione della pratica, così da disporre del tempo necessario per correggere eventuali errori tecnici o anomalie documentali.
LA CHECK-LIST DEI DOCUMENTI DA PREPARARE
In attesa della pubblicazione delle linee guida definitive di Agea, le imprese agricole possono già raccogliere e verificare il seguente dossier documentale:
- Fatture d’acquisto di gasolio e benzina saldate e relative ai mesi di marzo, aprile e maggio 2026;
- Scissione contabile chiara tra imponibile e IVA;
- Attestazione d’uso: documentazione comprovante l’effettiva destinazione del carburante all’attività agricola o al riscaldamento delle serre orticole;
- Fascicolo aziendale aggiornato e coerente con la struttura produttiva;
- Dati aziendali e bancari: coordinate IBAN attive ed intestate all’impresa;
- Prospetto analitico interno con il dettaglio e il raggruppamento delle spese considerate ammissibili.
Attenzione alle promiscuità d’uso
Per le aziende che acquistano carburante impiegato anche in attività diverse da quelle agricole agevolabili, sarà indispensabile scindere e rendicontare separatamente i consumi. L’inserimento improprio di spese non ammissibili può comportare la decadenza dal beneficio, il recupero del credito e l’applicazione di sanzioni amministrative o fiscali.
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MODALITÀ DI UTILIZZO: NON SI TRATTA DI UN RIMBORSO DIRETTO
È importante chiarire che la misura non prevede l’erogazione di un bonifico sul conto corrente.Trattandosi di un credito d’imposta, la fruizione avviene esclusivamente in compensazione dei debiti fiscali e contributivi tramite il modello F24. L’impresa, avendo già sostenuto la spesa per l’acquisto del carburante nei mesi antecedenti, otterrà il beneficio in un secondo momento, abbattendo la pressione fiscale e contributiva futura. L’impatto effettivo sulla liquidità dipenderà quindi dalla capienza fiscale dell’azienda e dalla sua capacità di utilizzare il credito in compensazione nei mesi successivi.
Fonte: Libera Associazione Agricoltori Cremonesi.
Fonte immagini: Immagine generata con l’IA (apertura), SogarTech.