Entro fine anno le Regioni italiane dovranno pubblicare i singoli bandi inerenti il decreto macchinari previsto dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. A disposizione ci sono 400 milioni di euro con cui gli agricoltori potranno sostituire i veicoli agricoli fuoristrada inquinanti con mezzi a zero emissioni e acquistare attrezzatura per l’agricoltura di precisione, con un limite di spesa pari a 70mila euro. Entro il 2026, 15mila beneficiari dovranno ricevere il contributo come indicato dall’Unione europea.

Proprio per non mancare l’obiettivo, Federacma, Federazione Confcommercio delle associazioni nazionali dei rivenditori di macchine agricole e da giardinaggio, ha rivolto agli assessori regionali una serie di spunti e suggerimenti al fine di migliorare l’efficacia della misura.

TRA LE PROPOSTE L’IMPIEGO DEL MODELLO OPERATIVO SPERIMENTATO CON I PNR

«Dopo aver avviato le interlocuzioni con l’Unità di Missione PNRR del Ministero dell’Agricoltura, dove sono state accolte numerose nostre richieste – ha dichiarato Andrea Borio, presidente Federacma – chiediamo ora ascolto alle Regioni che gestiranno questa misura. Tra le nostre proposte: l’utilizzazione del modello operativo già sperimentato con i finanziamenti veicolati tramite il Piano di Sviluppo Rurale, dove l’agricoltore può massimizzare la liquidità, a fronte di un prestito bancario, vedendosi sottrarre momentaneamente appena il 20% delle proprie risorse come acconto per prenotare i macchinari. Una impostazione che veda i dealer svolgere un ruolo di anticipatori del finanziamento bloccherebbe di fatto la misura».

L’ESIGENZA DI TEMPI DI CONSEGNA RAGIONEVOLI

«Riteniamo opportuno inoltre – ha proseguito Borio – prevedere tempi di consegna ragionevoli, stante lo scenario internazionale che complica il lavoro delle case produttrici, l’installazione di antifurti di ultima generazione, con rilevamento GPS e collegamento all’Interpol per scongiurare di sostenere con fondi italiani l’agricoltura di Stati esteri nonché eliminare chiaramente la possibilità di acquistare, come accaduto in passato, autovetture fuoristrada 4×4 elettriche o a biometano che nulla c’entrano col mondo produttivo».

INTRODURRE CRITERI BEN DEFINITI PER LA SOSTITUZIONE DEI VETUSTI VEICOLI INQUINANTI

Non mancano, infine, i suggerimenti sulla corretta procedura per la sostituzione dei vetusti veicoli inquinanti. «Contrariamente ad esperienze del passato – ha puntualizzato Borio – dovrebbe avvenire solo per mezzi marcianti e funzionanti e, possibilmente, con immatricolazione ante 1996 così da togliere dalle strade e dai campi trattori privi dei dispositivi di sicurezza più basilari come cintura e roll-bar. Basti pensare che ogni anno a causa di rovesciamenti di trattori si registrano almeno 120 decessi». «Raggiungeremmo in tal modo – ha concluso il presidente di Federacma – un doppio risultato a beneficio dell’ambiente e dei lavoratori».

Fonte: Federacma

Fonte immagine: Agravis.