Il Gruppo chiude un anno di profonda transizione condizionato dalla procedura di composizione negoziata. Calano i ricavi consolidati a 25,5 milioni di euro, ma il debito scende drasticamente grazie all’iniezione di capitali.

Il Consiglio di Amministrazione di Estrima SpA, operatore di rilievo nella micro-mobilità elettrica con il celebre marchio Birò e nella produzione di cabine di sicurezza per veicoli agricoli e industriali, ha riapprovato il bilancio di esercizio e il bilancio consolidato relativi al 31 dicembre 2025. I dati definitivi riflettono un approccio valutativo strettamente prudenziale e conservativo rispetto ai preliminari comunicati a marzo, cristallizzando un anno complesso ma decisivo, segnato dal completamento con successo del percorso di risanamento aziendale. 

L’IMPATTO DELLA RISTRUTTURAZIONE SUI CONTI DEL GRUPPO

I risultati dell’esercizio 2025 risentono in modo significativo del delicato contesto macroeconomico e, in particolare, degli effetti legati al ricorso alla procedura di Composizione Negoziata della Crisi (CNC), che ha impegnato la capogruppo dal dicembre 2024 fino a fine luglio 2025.

Il Valore della Produzione consolidato si è attestato a 25,5 milioni di euro, registrando una flessione rispetto ai 31,9 milioni del 2024. Analogamente, i ricavi delle vendite sono scesi a 24,3 milioni di euro, penalizzati da una contrazione generale dei volumi che ha coinvolto sia il comparto dei veicoli elettrici sia la controllata Brieda e C Srl, quest’ultima colpita da un rallentamento della domanda nel mercato delle cabine di sicurezza. 

La marginalità operativa lorda (EBITDA consolidato) si è attestata a un valore negativo di 1,0 milioni di euro (rispetto al dato positivo di 0,5 milioni del 2024), risentendo degli oneri straordinari di ristrutturazione e dei costi legati all’uscita di Birò France. Tuttavia, l’efficienza industriale di fondo ha mostrato segnali di forte tenuta, con un Gross Margin salito al 44% sui ricavi rispetto al 40% dell’esercizio precedente. 

PULIZIA DI BILANCIO E IL NODO DELLE CONTROLLATE

Estrima - Brieda cabina per mietirebbia

Il risultato netto consolidato evidenzia una perdita di 3,0 milioni di euro (contro i -2,1 milioni del 2024). Sul fronte della redditività netta ha pesato in modo determinante la cessione strategica della partecipazione del 66,67% in Birò France SaS, perfezionata a settembre 2025, che ha generato un impatto negativo sul risultato d’esercizio superiore a 1,3 milioni di euro. 

Nel passaggio dai dati preliminari di marzo a quelli definitivi di maggio, il management ha adottato criteri di massima cautela, procedendo a una revisione contabile della controllata Brieda e C Srl. Questo ha portato a un adeguamento prudenziale del valore della partecipazione detenuta dalla capogruppo (passata da 5,8 a 4,2 milioni) a causa del completamento degli inventari di fine anno e di una rideterminazione delle rimanenze di magazzino e delle immobilizzazioni precedentemente capitalizzate, in assenza di certezze assolute sui benefici futuri. 

STRUTTURA FINANZIARIA IN EQUILIBRIO GRAZIE AL NUOVO AZIONISTA

La vera svolta del 2025 risiede nel profondo riequilibrio dello stato patrimoniale. La Posizione Finanziaria Netta (PFN) consolidata mostra un netto miglioramento, riducendo l’indebitamento finanziario a 3,5 milioni di euro rispetto ai 4,9 milioni del 2024.

l merito principale va attribuito all’ingresso del nuovo socio di maggioranza, Zetronic Srl, che ad aprile 2025 ha rilevato il 52% del capitale del Gruppo e ha successivamente dotato la società di 3 milioni di euro di fresche risorse finanziarie tramite un aumento di capitale a pagamento nell’ambito del piano di risanamento. 

Grazie a questa iniezione di liquidità, il Patrimonio Netto consolidato è salito a 5,2 milioni di euro. Ancor più evidente è il riequilibrio nella capogruppo Estrima S.p.A., che ha chiuso l’anno con una posizione finanziaria netta positiva (cassa netta) per 0,2 milioni di euro, azzerando l’indebitamento finanziario netto del 2024.

«Il 2025 è stato un anno ancora complesso per il Gruppo, caratterizzato da un contesto macroeconomico e di mercato sfidante e da un importante percorso di ristrutturazione interna — ha commentato Gianfranco Moretton, CEO di Estrima —. Tuttavia, abbiamo compiuto passi decisivi nel rafforzamento della nostra struttura finanziaria e nel riposizionamento strategico della Società. L’ingresso del nuovo socio di maggioranza rappresenta una base solida su cui costruire il futuro di Estrima. Le prospettive per il 2026 sono orientate alla crescita e al progressivo recupero della redditività». 

LE PROSPETTIVE PER IL 2026: ECOBONUS E NUOVI MANAGER

Con il completamento formale del piano di risanamento (concluso positivamente ad agosto 2025) e il cambio dell’Euronext Growth Advisor (affidato dal 1° gennaio 2026 a Corporate Family Office SIM SpA), Estrima si focalizzerà nel corso del 2026 sul recupero dell’efficienza e sull’espansione commerciale. 

Due fattori chiave sostengono l’ottimismo per l’esercizio in corso: l’inserimento strategico a febbraio 2026 di Francesco Greggio nel ruolo di Chief Operating Officer (COO) di Brieda e C Srl per ottimizzare la supply chain e gli acquisti, e soprattutto la riapertura a marzo 2026 della piattaforma governativa del MIMIT per gli Ecobonus destinati ai quadricicli elettrici.

Tali incentivi statali permetteranno ai clienti di acquistare i veicoli della gamma Birò a prezzi decisamente accessibili, fungendo da potenziale volano per una decisa ripresa dei volumi di vendita e il progressivo raggiungimento del pareggio economico e finanziario. 

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Fonte immagini: Estrima – Brieda.