Lo scorso 3 aprile è stato varato dal governo il credito d’imposta del 20 percento sui costi del gasolio agricolo, una misura che permette di correre ai ripari a seguito dell’impennata dei prezzi dovuta alla guerra in Medio Oriente. Soddisfatte le associazioni di settore per la tempestività della misura che sembra mettere al sicuro la stagione della semina e l’intera annata agricola, ma c’è ancora del lavoro da fare.
30 MILIONI DI EURO PER COPRIRE LE SPESE PER L’ACQUISTO DEL CARBURANTE AGRICOLO DEL MESE DI MARZO

Anche l’agricoltura è stata coinvolta nel decreto taglia-accise promosso lo scorso venerdì 3 aprile dal Consiglio dei Ministri: all’interno del decreto, infatti, è presente l’estensione del credito d’imposta del 20 percento sui costi del gasolio, misura precedentemente riservata alla pesca.
Come ha spiegato il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida: «Nel Consiglio dei ministri di oggi il Governo ha varato delle misure per sostenere famiglie e imprese. Questo decreto comprende anche misure a favore delle aziende agricole, attività che hanno subito un aumento eccezionale del costo dei carburanti, prevedendo un credito di imposta di 30 milioni di euro destinato a coprire le spese per l’acquisto del carburante del mese di marzo, nella misura del 20 percento».
GASOLIO AGRICOLO: UN VERTIGINOSO AUMENTO DA 0,85 A 1,45 EURO/LITRO

Il provvedimento arriva a seguito delle pressioni avanzate dalle associazioni di categoria a causa dell’importante aumento dei prezzi del carburante per uso agricolo, salito da circa 0,85 euro/litro fino a 1,45 euro/litro, con aumenti superiori a quelli registrati per il diesel ordinario e picchi segnalati soprattutto in Sicilia e Puglia.
Tale aumento è da ricondurre principalmente alla guerra in Iran, anche se il continuo crescere dei prezzi ha spinto Coldiretti a presentare una denuncia in Procura e Guardia di Finanza contro le speculazioni.
IN FORTE CRESCITA ANCHE I PREZZI DEL FERTILIZZANTE, CON IL RISCHIO DI COMPROMETTERE LA PRODUZIONE DI QUEST’ANNO

Secondo un’analisi di Coldiretti su dati del Ministero dell’Ambiente, nel 2025 le vendite di gasolio agricolo sono state pari a 2,2 miliardi di litri, con circa il 90 percento di questi destinato all’agricoltura e la restante parte alla pesca. Il rincaro del gasolio è stato accompagnato anche dal vertiginoso aumento dei prezzi dei fertilizzanti, con l’urea che oggi viene a costare 835 euro a tonnellata contro i 585 di prima della guerra: tali cifre gravano pesantemente sulle imprese agricole proprio nel momento in cui le attività in campo sono febbrili per via delle semine, rischiando di fatto di compromettere l’intera annata agraria.
Una preoccupazione che ha condiviso anche Confagricoltura, ricordando come «il solo gasolio in alcuni settori produttivi (orto-florovivaismo, fungicolo, zootecnia, piscicoltura, e per alcune lavorazioni come la trasformazione dei foraggi e l’irrigazione) arrivi a incidere tra il 15 e il 20 percento sui costi totali di produzione».
CREDITO D’IMPOSTA, UNA MISURA CHE FA RESPIRARE AGRICOLTORI E CITTADINI

«Un sostegno concreto al settore primario italiano. I nostri agricoltori potranno attutire i rincari del costo del carburante necessario a produrre. Si tratta di una misura che ha un impatto sia sulle imprese agricole sia sui cittadini che potranno continuare a scegliere la qualità dei prodotti italiani senza ulteriori aumenti derivanti dall’incremento dei costi di produzione». Le parole del ministro Lollobrigida hanno incontrato il favore delle associazioni di categoria e di numerosi agricoltori, anche se una rappresentanza di agricoltori dei territori di Fiumicino, Cerveteri, Ladispoli, Anguillara ha manifestato in trattore nella zona di Roma Nord per richiedere altre forme di sostegno.
UN BUON PUNTO DI PARTENZA, MA IL LAVORO DA FARE È ANCORA TANTO

Qual è, dunque, la situazione del mondo agricolo a seguito del credito d’imposta erogato dal Consiglio dei Ministri?
La Conferenza delle Regioni ha parlato di una “boccata d’ossigeno” per il settore, con il coordinatore della Commissione politiche agricole della Conferenza delle Regioni e assessore della Regione del Veneto, Dario Bond, che ha spiegato: «Siamo alle prese con l’impennata del gasolio, il rincaro dei costi delle materie prime e dei fertilizzanti. I prezzi dei prodotti agricoli stanno subendo fluttuazioni importanti che sono lo specchio della grande instabilità dei mercati».

Tale commento ben spiega anche la posizione di CIA – Agricoltori Italiani, che ha lodato la misura invitando al tempo stesso a prendere provvedimenti per una risoluzione più ampia e completa del problema.
Cristiano Fini, presidente nazionale CIA, ha infatti dichiarato: «Confidiamo che il Governo prosegua su questa strada con interventi strutturali più ampi trasformando il sollievo temporaneo in una strategia duratura per l’agricoltura italiana e, in particolare, per le filiere più in crisi, come quella cerealicola e zootecnica».
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Fonte immagini: Agriexpo, Emiliana Serbatoi, Kuhn, MASAF .