Un robot raffinato e nobile, così come i vigneti nei quali ha preso origine: quella di Black Shire è una storia tutta italiana, iniziata a Vezza d’Alba, in provincia di Cuneo, nel 2020 per volontà del vignaiolo Roberto Conterno, alla guida della celeberrima cantina di Monforte d’Alba, e dell’ingegnere Federico Bona con l’obiettivo di creare una macchina polivalente autonoma e telecomandata in grado di operare anche nei contesti più impegnativi.

IL MOTORE KUBOTA STAGE V DA 75 CAVALLI GENERA CORRENTE ELETTRICA E POTENZA IDRAULICA

Robot portattrezzi Black Shire RC3075

L’azienda piemontese, di cui Conterno è amministratore delegato, ha scelto Kubota per motorizzare il suo robot, dotandolo di un propulsore da 3.000 centimetri cubi Stage V in grado di erogare 75 cavalli. Risultando sotto la soglia degli 80 cavalli, il motore non necessita di AdBlue, riducendo i costi.

Il motore termico dell’RC3075 viene utilizzato per generare potenza idraulica ed elettrica, producendo un’energia di 780 Volt. Inoltre, ognuno dei cingoli viene alimentato da un servo-motore elettrico sincrono senza spazzole che permette una gestione ottimale e precisa della coppia e della velocità di rotazione.

L’autonomia dichiarata dal Costruttore è di 14 ore, con un serbatoio dalla capacità di 85 litri e un consumo orario dichiarato di 6 litri/ora.

IMPIANTO IDRAULICO DA 60 LITRI/MIN E DUE MODALITÀ DI LAVORO: “PRESSIONE” E “POSIZIONE”

Robot portattrezzi Black Shire RC3075
Black Shire fotografato a Enovitis in campo 2024

Il robot piemontese è dotato di un impianto idraulico per gli attrezzi tradizionali da 60 litri/min, la cui pressione può essere monitorata tramite l’apposita app sviluppata dal Costruttore e direttamente sulla macchina, così come la pressione di raffreddamento.

Il Black Shire dispone di due modalità di lavoro: in “pressione” e in “posizione”. Nel primo caso si gestisce automaticamente la pressione a seconda dell’andamento del terreno, permettendo all’attrezzo collegato di restare sempre in contatto con la superficie, mentre nella modalità “posizione” l’attrezzo rimane bloccato all’altezza scelta. Queste funzioni valgono sia per il sollevatore posteriore sia per quello anteriore, entrambi con attacchi standard di categoria I e II.

CINGOLI AD ALTA TRAZIONE PER LA MASSIMA ADERENZA E IL MINIMO COMPATTAMENTO

La massa totale del Black Shire RC3075 è di 3.650 chilogrammi, con lo chassis monoblocco in ghisa sferoidale che ne esalta la resistenza alla trazione e ai lavori più gravosi, garantendo un elevato coefficiente d’attrito. Il telaio, il carro e i sollevatori sono realizzati da Black Shire tramite fusioni lavorate su macchine a controllo numerico, assicurando ai clienti la massima qualità costruttiva.

Robot portattrezzi Black Shire RC3075
Black Shire fotografato a Enovitis in campo 2024 (anche nell’immagine di apertura)

Black Shire ha scelto di montare sui propri robot dei cingoli industriali ad alta trazione Camso CTL CD in grado di preservare il terreno, dotandoli anche di un sistema di tensionamento automatico. Anche per le sospensioni sono previste due modalità di guida: “standard” nella quale lavorano in pressione o in posizione rigida e “intelligente” adatta per le manovre, in quanto viene ridotta la massa sul cingolo interno durante la sterzata. Come anticipato, l’RC3075 è in grado di lavorare in contesti impegnativi, spingendosi su terreni con pendenze verticali sino al 65 percento e laterali sino al 50 percento.

UTILIZZABILE IN MANIERA AUTONOMA O CONTROLLABILE TRAMITE IL TELECOMANDO O L’APP PER SMARTPHONE

Black Shire fotografato a Fieragricola 2024

Ogni operazione avviene nella totale sicurezza dell’agricoltore che può far lavorare il robot autonomamente o controllarlo da remoto tramite un telecomando con schermo o con l’apposita app per smartphone. Con entrambi gli strumenti di controllo da remoto è possibile monitorare lo stato del trattore ed effettuare la diagnostica, con il robot che invierà delle notifiche in caso di anomalia.

Il robot è dotato di antenne GNSS che permettono di localizzare con precisione il veicolo e il suo orientamento tramite la ricezione dei segnali satellitari. Grazie alla base RTK la precisione di lavoro è centimetrica, mentre le antenne – tra cui quelle wi-fi e 2G, 3G e 4G – permettono l’utilizzo del radiocomando e la connessione a Internet. Inoltre, la sicurezza di persone, oggetti e della macchina stessa è garantita da sensori di sicurezza attivi (radar) e passivi (bumpers) certificati Safety SIL 2/PL d.  

© Francesco Ponti

Fonte immagini: Black Shire e Meccagri (foto Enovitis in campo 2024)