Con l’obiettivo di accompagnare le imprese agricole della regione verso la transizione digitale CIA Umbria ha stretto una partnership con Agricolus, azienda con sede a Perugia e operativa in 67 Paesi del mondo, specializzata nella creazione di software per l’agricoltura di precisione.

INFORMAZIONI TECNICO-AGRONOMICHE IN TEMPO REALE E NUMEROSI SERVIZI A DISPOSIZIONE

Agricolus e CIA Umbria

In particolare, con questa iniziativa l’associazione di categoria CIA Umbria  è riuscita ad inserire in un software normalmente dedicato alle singole aziende agricole una dashboard – Agriconnect – che permette di comunicare con ciascuna azienda, offrendo tutta una serie di servizi in modo gratuito. D’ora in poi, infatti sarà possibile registrare tutte le pratiche agronomiche su un ‘quaderno di campagna’ digitalizzato, mappare i terreni in modo da tracciare le problematiche riscontrate, monitorare da remoto le proprie produzioni grazie alle immagini satellitari e intervenire subito all’occorrenza nonché essere sempre aggiornati sulle novità del settore (normative, nuovi bandi, opportunità e corsi di formazione).

La partnership è stata presentata lo scorso 9 novembre, nel corso di una conferenza stampa on line alla quale hanno preso parte il presidente di CIA Umbria Matteo Bartolini (a destra nella foto sopra) e il CEO e co-founder di Agricolus Andrea Cruciani.

UN RITARDO DA RECUPERARE

Agricolus e CIA Umbria

«Questo accordo è una risposta concreta agli obiettivi del New Green Deal e della strategia ‘Farm to Fork’ che l’Europa ci chiede – ha spiegato il presidente Bartolini -, obiettivi inseriti anche nella nuova PAC 2021-2027 per attuare il passaggio epocale in materia di sostenibilità ambientale, economica e sociale».

«Il Paese – ha precisato – è in ritardo sulla transizione digitale, anche in agricoltura: oggi su 12 milioni di ettari di superficie agricola utilizzabile, solamente il 4%, vale a dire circa 480.000 ettari, è digitalizzata. Siamo indietro anche sugli acquisti di macchine agricole moderne e tecnologiche: ad esempio, nel 2019 solo il 10% dei nuovi trattori acquistati è dotato di guida satellitare. L’Umbria è fatta per lo più di piccole aziende agricole e, grazie a questo accordo, noi di CIA possiamo accompagnarle nelle giuste scelte, riuscendo a calmierare i prezzi e a sostenere le spese per la digitalizzazione facendo sistema».

«Inoltre – ha concluso Bartolini – la comunicazione diretta attraverso Agriconnect con i nostri soci, permette di abbattere le lungaggini burocratiche e lascia all’imprenditore agricolo il tempo necessario alla produzione».

DAGLI STRUMENTI DIGITALI UN PREZIOSO VALORE AGGIUNTO NELLE ATTIVITÀ AGRICOLE

«Siamo molto contenti di avere avviato questo importante rapporto con CIA Umbria – ha dichiarato a sua volta Andrea Cruciani -. Entrambi crediamo fortemente nel valore aggiunto che gli strumenti digitali possono portare nelle attività degli agricoltori. Serve un cambiamento culturale, la digitalizzazione avviene per step, attraverso la raccolta delle informazioni, il crop scouting (monitoraggio in campo delle fitopatie), le annotazioni sul diario digitale al posto del foglio di carta. Si tratta di una transizione digitale dal punto di vista amministrativo, gestionale ed agronomico fino ad arrivare ad un’agricoltura 5.0 che utilizza l’intelligenza artificiale, il robot sul campo e fa del ‘cross data’ la guida per le decisioni aziendali».

«In questo contesto –  ha concluso – si inserisce AgriConnect, la soluzione che abbiamo dedicato alle organizzazioni agricole come CIA Umbria che vogliono essere promotrici della diffusione dell’innovazione tra le aziende, guidandole verso la digitalizzazione dei processi agronomici. Il nostro intento è quello di aiutare le organizzazioni nel rendere più efficace il flusso di informazioni verso le aziende agricole, semplificare la gestione agronomica e far diventare più sostenibili i processi della filiera agroalimentare».

Fonte: CIA Umbria

Fonte immagini: 123RF (apertura), CIA Umbria.