Dagli accordi di Tashkent ai progetti concreti: l’impegno del CREA al fianco dei Ministri Lollobrigida e Abdurakhmonov per modernizzare le filiere agroalimentari.
In occasione dell’incontro bilaterale svoltosi lo scorso 21 luglio tra il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, e il ministro dell’Agricoltura della Repubblica dell’Uzbekistan, Ibrokhim Abdurakhmonov (alla presenza del Direttore Generale di Agea, Fabio Vitale), è stato ribadito il ruolo fondamentale della cooperazione internazionale per il futuro del settore agroalimentare.

Nel corso del vertice, il presidente del CREA (Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria), Andrea Rocchi, ha sottolineato come le grandi sfide contemporanee — dalla sicurezza alimentare alla gestione efficiente delle risorse idriche, fino alla tutela della biodiversità e al contrasto ai cambiamenti climatici — richiedano un approccio sistemico e alleanze strategiche di lungo periodo.
DALLA TEORIA ALLA PRATICA: IL VALORE DELLA RICERCA APPLICATA

Per il presidente del CREA, la ricerca pubblica acquisisce un valore reale soltanto quando riesce a varcare i confini dei laboratori per tradursi in innovazione concreta a beneficio diretto delle imprese e dei territori.
«È questo il senso della collaborazione che il CREA sta costruendo con l’Uzbekistan: mettere insieme competenze scientifiche, capacità progettuale e visione internazionale per accompagnare la trasformazione dell’agricoltura e renderla più competitiva, sostenibile e resiliente», ha dichiarato Andrea Rocchi, evidenziando la necessità di strumenti rapidi ed efficaci per il trasferimento tecnologico lungo tutte le filiere agroalimentari.
L’EREDITÀ DI TASHKENT E I 12 MEMORANDA DI INTESA
L’incontro bilaterale del 21 luglio segna il passaggio fondamentale dalla fase di pianificazione politica all’attuazione operativa di un percorso avviato con lo Scientific & Business Forum di Tashkent. In quell’occasione, il CREA ha siglato Memoranda of Understanding (MoU) con ben 12 istituzioni di ricerca uzbeke, ponendo le basi per:
- La creazione di una rete scientifica permanente e integrata;
- Lo sviluppo di progetti di ricerca e innovazione congiunti;
- La formazione specialistica e la mobilità di giovani studiosi e ricercatori;
- Il trasferimento mirato dell’innovazione al tessuto produttivo.
Questi obiettivi si inseriscono nell’ambito della Strategia Agricola 2030 dell’Uzbekistan, che mira a modernizzare il comparto, diversificare le colture e valorizzare le produzioni ad alto valore aggiunto.
Ti potrebbe interessare >>> Uzbekistan: nuova “Terra Promessa” della meccanizzazione agricola?
IL MODELLO EUROPEO EU-AGRIN E I GRUPPI OPERATIVI
A dimostrazione della solidità di questo partenariato spicca il progetto EU-AGRIN, finanziato dall’Unione Europea ed eseguito dal CREA per conto dell’UNDP (Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo). Grazie a questa iniziativa, è stato esportato in Uzbekistan il modello europeo del Partenariato per l’Innovazione in Agricoltura, portando alla costituzione di 18 Gruppi Operativi e all’attivazione di percorsi formativi per tecnici e ricercatori locali, destinati a incidere in modo duraturo sul sistema agricolo del Paese.
PROSPETTIVE FUTURE
L’alleanza tra Italia e Uzbekistan conferma come la sinergia tra istituzioni, enti di ricerca e imprese sia la chiave di volta per trasformare la cooperazione scientifica in risultati misurabili e benefici concreti per i cittadini ed i produttori di entrambi i Paesi.
Fonte: CREA.
Fonte immagini: Canva (apertura), CREA e MASAF.