Prende corpo l’istituzione, presso il Crea, Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria, del Registro dei crediti di carbonio agroforestali.

La nascita del registro è stata annunciata all’incontro “Tea e crediti di carbonio agroforestali, due esempi di agricoltura sostenibile”, svoltosi al Senato su iniziativa del presidente della Commissione Agricoltura, Luca De Carlo.

«L’istituzione del Registro dei crediti di carbonio agroforestali, in via di approvazione definitiva, consentirà di calcolare in modo scientifico e ufficiale l’ammontare dei singoli crediti detenuti da ciascun titolare di attività forestale o agricola, tali da poter essere monetizzati e garantire ai territori più svantaggiati nuove risorse che consentano l’erogazione dei servizi pubblici in aree altrimenti destinate allo spopolamento», ha affermato De Carlo.

UNO STANDARD NAZIONALE PER QUANTIFICARE I CREDITI DI CARBONIO DERIVANTI DALLE ATTIVITÀ AGROFORESTALI

Immagine foresta per Crediti forestali

«La definizione di uno standard nazionale per quantificare i crediti di carbonio derivanti dalle attività agroforestali  è una priorità per l’agricoltura italiana – ha dichiarato Stefano Vaccari, direttore generale del Crea –. In un momento in cui le strategie europee verso il settore  impongono scelte dure e non sempre condivisibili sotto il profilo della sostenibilità socioeconomica, la norma promossa dal presidente De Carlo e approvata dal Senato, che istituisce presso il Crea il Registro pubblico dei crediti di carbonio generati su base volontaria dal settore agroforestale nazionale, è molto importante per consentire agli agricoltori italiani di creare un vero mercato di crediti di carbonio».

UN SISTEMA DI QUALITÀ VOLONTARIO

«Per il Crea – ha proseguito – si tratta di una grande sfida scientifica e operativa: costruire insieme al ministero dell’Agricoltura, della sovranità alimentare  e delle foreste un sistema di qualità volontario che, in linea con gli schemi varati nel novembre scorso dalla Commissione europea, consenta alle imprese agricole di quantificare il loro apporto in termini di assorbimento aggiuntivo di CO2, registrare nel nuovo registro tali crediti e poter commercializzare gli stessi».

UNA GRANDE OPPORTUNITÀ DI VALORIZZAZIONE DELL’ATTIVITÀ AGRICOLA

«La norma – ha concluso Stefano Vaccari – consente al settore agricolo di riappropriarsi di un pezzo importante delle  politiche sulla gestione sostenibile dei suoli coltivati, in un momento in cui la Commissione europea ha dimostrato di voler ridurre il peso, non solo economico, della politica agricola comune».

La decisione è stata accolta con soddisfazione da Confagricoltura che si è così espressa:   «L’iniziativa valorizza la capacità delle imprese agroforestali di “imbrigliare” la CO2 attraverso i servizi ecosistemici svolti nella gestione del patrimonio agro-forestale nazionale».

Fonte testo e immagine di apertura: Crea